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Ansia da prestazione

L'ansia da prestazione è una delle problematiche più comuni nello sport e nella vita professionale. Si manifesta come un'attivazione eccessiva dell'organismo in risposta a situazioni percepite come minacciose per la propria immagine o competenza. Nello sport, può presentarsi prima di una gara, durante un allenamento importante o in qualsiasi momento in cui l'atleta sente di dover dimostrare il proprio valore.

Cos'è l'ansia da prestazione?

L'ansia da prestazione si distingue dalla normale attivazione pre-gara (che può essere funzionale alla performance) per la sua intensità debilitante e per i pensieri negativi che genera. L'atleta tende a focalizzarsi sui possibili fallimenti piuttosto che sugli obiettivi, attivando un circolo vizioso di pensieri catastrofici che compromettono l'esecuzione tecnica.

I sintomi fisici più comuni includono tachicardia, sudorazione, tensione muscolare, difficoltà respiratorie e problemi gastrointestinali. Sul piano cognitivo compaiono dubbi, confronti negativi con gli avversari, rimpianti e pensieri intrusivi.

Come la psicologia dello sport può aiutare?

Il preparatore mentale lavora con l'atleta attraverso tecniche evidence-based per ridurre l'ansia disfunzionale e trasformarla in energia positiva. Tra gli strumenti più efficaci vi sono la ristrutturazione cognitiva, la respirazione diaframmatica, le tecniche di grounding, la mindfulness e la visualizzazione guidata.

L'obiettivo non è eliminare l'ansia — impossibile e controproducente — bensì portarla entro un livello ottimale che migliori la concentrazione e la prontezza senza bloccare l'esecuzione. Ogni atleta ha una «zona di funzionamento ottimale» che il lavoro psicologico mira a raggiungere in modo consistente.